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È successo davvero. Forse neppure nel miglior ‘Amici miei’ si sarebbe potuta realizzare una zingarata del genere. E poi Mascetti e compagni, probabilmente, alla fine il conto l’avrebbero pagato. Non il conte Raffaello, magari il Sassaroli: un modo per ‘conciliare’ lo avrebbe trovato.

Cosa che non hanno fatto i 100 clienti di una cena all’hotel ristorante Carmen a Bembibre, 400 chilometri a Nord-Ovest di Madrid, in Spagna. L’allegra e nutrita compagnia ha mangiato, bevuto e persino ballato. Poi, “in un minuto”, raccontano i testimoni, tutti gli avventori del gruppo si sono dileguati. Piccolo particolare: restavano da pagare i duemila euro del conto. Non esattamente spiccioli.

Un’app contro il terrore: a due giorni dal fischio d’inizio di Euro 2016 il governo francese lancia un’applicazione con la quale chiunque sia in possesso di uno smartphone potrà essere avvisato in tempo reale di una «crisi maggiore» o di una minaccia terroristica incombente.

saip app

Promesso dal ministro dell’Interno Bernard Cazeneuve dopo gli attentati del 13 novembre il dispositivo si aggiunge a metodi più classici come le sirene o le indicazioni impartite dalle forze dell’ordine, che, tra l’altro, da qualche tempo, vengono trasmesse anche via Twitter. Ancora freschi nella memoria sono i cinguettii della polizia belga durante le operazioni antiterrorismo nel cuore di Bruxelles. Per ricevere le notifiche ogni utente dovrà inserire le aree territoriali che lo interessano o accettare la geolocalizzazione. Il governo assicura che «per la privacy non c’è alcun rischio».

Mademoiselle Coco Chanel spia dei nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale. È quanto sostiene un documentario francese, secondo il quale la stilista avrebbe fatto parte dell’Abwehr, il servizio segreto al soldo di Adolf Hitler. Secondo i documenti ritrovati e resi noti, il nome in codice della fondatrice della maison francese sarebbe stato “Westminster”, un riferimento alla sua relazione con il Duca di Westminster.

coco chanel

Il coinvolgimento di Chanel con i nazisti sarebbe iniziato al momento del crollo dell’esercito francese nel 1940. Tornata a Parigi, la stilista si trasferì al Ritz Hotel, all’epoca quartier generale dell’aviazione militare tedesca. Ben presto iniziò una relazione con un alto ufficiale della Gestapo, il barone Hans Gunther von Dincklage, che la introdusse nelle alte sfere naziste, tanto da essere inviata nel 1943 a Madrid per cercare, per altro inutilmente, di mediare, grazie anche alla sua conoscenza con Winston Churchill, una tregua con gli ufficiali britannici di stanza lì.