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“Caro Dolfi, ho dimandate alcune camicie rosse alle signore Italiane incaricandole di inviarle a voi. Ditemi se non avete difficoltà di riceverle”. Firmato Giuseppe Garibaldi. In queste pochissime righe scritte dall’eroe dei due mondi il 3 luglio 1867, c’è il cuore – rosso, come le camicie – pulsante del Risorgimento italiano.

La lettera, rimasta nascosta per anni nell’autorimessa di una ditta di traslochi, è stata svelata al mondo dagli studiosi della Scuola Normale Superiore di Pisa. Ma non è la sola: nell’archivio storico della Domus Mazziniana sono custodite migliaia di testimonianze inedite anche di altri grandi protagonisti della storia e della cultura italiane: da Giuseppe Mazzini a Benito Mussolini, da Benedetto Croce a Filippo Turati.

Il rumore del traffico stradale è diventato ormai un compagno tanto sgradito quanto inseparabile delle nostre giornate, specie di chi vive nelle grandi città. Tuttavia, in alcuni casi l’inquinamento acustico sta addirittura superando la soglia dei 90 decibel (dB), il limite fissato dall’Organizzazione mondiale della sanità per evitare danni all’udito.

traffico

A rivelarlo è una ricerca realizzata da Amplifon in occasione dellaEuropean Mobility Week, in corso dal 16 al 22 settembre, che ha misurato il livello dei decibel nelle strade di 20 città italiane.

david michelangeloLa «David mania» ha colpito il New York Times , dove per David si intende la perfetta statua scolpita da Michelangelo che si trova a Firenze. Il magazine del quotidiano di Manhattan, infatti, ha dedicato un lungo e approfondito saggio di Sam Anderson alle imperfezioni che rischiano di mandare in frantumi il capolavoro.

Tutto, come sa già chi si sia mai occupato del David, sta nella debolezza delle sue caviglie. Per qualche ragione ignota, Michelangelo aveva posto il centro di gravità della statua fuori equilibrio, e questo nel corso degli anni ha provocato danni.

Nel 2014 alcuni scienziati italiani hanno calcolato che le caviglie cederebbero, facendo crollare a terra il David, se fosse inclinato di appena 15 gradi.

Il respiro segreto della Cupolone ci sorprende allo scalino numero 313. Nella penombra, mentre si sale sfiorando le meraviglie architettoniche e ingegneristiche di mura curve tempestate (sì, proprio come i gioielli) da mattoni interrotti nella sequenzialità da disegni a lisca di pesce, ventiquattro bocche emanano un alito fresco, proprio come improbabili condizionatori.

cupola brunelleschi

Al di là di questo sublime labirinto ottagonale, i tetti di Firenze scottano e cercano di resistere ai 34 gradi umidi di luglio; al di qua la temperatura scende di sei sette gradi e a volte persino di dieci. Insomma un sistema di climatizzazione studiato cinque secoli fa. Siamo all’interno della Cupola del Brunelleschi, in quei cunicoli e balconi segreti inaccessibili al pubblico, che ci raccontano un’altra storia di un capolavoro che è anche meraviglia (è la più grande cupola in muratura al mondo) e dai suoi 114 metri domina «La città del Giglio».

ciclovieDa Torino a Venezia, da Verona a Firenze, da Caposele nell’Avellinese a Santa Maria di Leuca a Lecce. Niente aria condizionata, niente pedaggi autostradali, niente soste in autogrill ma vento nei capelli in sella a una bicicletta. Nasce oggi il sistema delle ciclovie turistiche nazionali. A firmare i protocolli d’intesa per la progettazione e la realizzazione dei primi percorsi previsti dalla Stabilità il ministro dei Beni Culturali e del Turismo Dario Franceschini, il ministro dei Trasporti Graziano Delrio, i governatori Roberto Maroni e Luca Zaia e i rappresentanti delle 8 regioni coinvolte.

 Al sistema delle ciclovie, che è stato inserito nella legge di Stabilità 2016 con priorità sui 4 percorsi Ciclovia del Ven-To, del Sole, dell’Acquedotto Pugliese e del Grab – Grande Raccordo Anulare delle Biciclette, sono stati assegnati per il triennio 91 milioni di euro (17 nel 206, 37 nel 2017, 37 nel 2018).

farfalla1O il bosco o le farfalle. E poi lo sapevate che i cespugli di ortica sono «asili nido» per farfalle? Sembra difficile scegliere per salvare queste bellezze della natura così fragili e affascinanti. Nel rapporto «La lista rossa della farfalle italiane» (lavoro coordinato dall’Università di Torino, con Federparchi, ministero dell’Ambiente e l’Unione mondiale per la conservazione della natura) sulle specie a rischio estinzione, si legge che la principale minaccia per alcune specie è «la riforestazione naturale, conseguenza dell’abbandono delle aree rurali, ma anche l’intensificazione dell’agricoltura».

A questo si aggiunge – come sempre quando si parla di disastri naturali annunciati o in corso – il cambiamento climatico e l’innalzamento delle temperature. «In montagna alcune specie sono in diminuzione a causa delle temperature, bisognerebbe creare ambienti freschi dove possano rifugiarsi dal caldo».

Leonardo Dapporto docente di Ecofisiologia e cambiamenti climatici all’Università di Firenze, ha partecipato al progetto della Lista rossa. Ora che la lista dei guai è compilata serve una soluzione, o comunque una serie di indicazioni dagli esperti su cosa fare per salvare queste sentinelle di biodiversità. «Dobbiamo conservare i loro ambienti naturali. Il progetto dà valutazioni oggettive dello stato di salute delle specie, sono 289 in Italia. E di queste diciotto sono a rischio con allarme rosso» continua Dapporto. Per le altre etologi e ambientalisti stanno in allerta.

Il dado è tratto, la Sicilia ospiterà il G7. L’organismo che riunisce i sette paesi più industrializzati del mondo avrà la Sicilia come scenario. Le località in cui si terrà la riunione degli uomini più potenti sarà scelta tra Lampedusa e Taormina.

g7

Sarà comunque una località siciliana visto che il premier Matteo Renzi ha escluso per motivi di ordine pubblico Firenze e la Toscana. Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana, conferma le indiscrezioni che si sono rincorse in questi ultimi giorni: “C´è una notizia che acquista una certa consistenza di ufficialità, ovvero che non si terrà il vertice G7 a Firenze, in Toscana.

Francobollo-MeyerIl viso di un bambino che guarda gioioso e speranzoso in alto, dove campeggia il disegno del simbolo dell’Ospedale pediatrico Meyer di Firenze: è il disegno di Tullio Pericoli per il francobollo celebrativo dei 125 anni dell’ospedale, appartenente alla serie tematica ‘Eccellenze del Sapere’, presentato oggi a Firenze.

“Questo è un luogo in cui si coniugano la capacità di assistere e la vivacità scientifica”, ha rilevato Domenico Tudini, presidente dell’Istituto Poligrafico Zecca dello Stato.

Il Grande Dittatore torna nei cinema. Da lunedì infatti la Cineteca di Bologna porta in sala e in dvd il nuovo restauro di ‘The Great Dictator’, la parodia di Adolf Hitler creata nel 1940 da Chaplin. Un monito contro ogni dittatura, con cui l’attore lanciò al mondo il suo messaggio di pace all’alba della Seconda Guerra Mondiale. Messaggio che gli spettatori sentiranno dalla voce dell’artista: il film sarà infatti distribuito nella versione originale inglese con sottotitoli. Ma per le scuole potrebbe arrivare presto anche una versione in italiano.

Col dvd ci saranno un booklet e il documentario ‘Chaplin ritrovato: Il grande dittatore’, che raccontano i retroscena della realizzazione. Una serie di ‘perle’, emerse dall’Archivio custodito alla Cineteca. Tra queste, le indicazioni di regia all’attrice, e compagna, Paulette Goddard. Nel discorso finale del Dittatore invece di mimare la parte, Chaplin scelse, contrariamente al solito, di dare indicazioni, raccolte dalla segretaria di edizione: “bisogna raggiungere la poesia. Il realismo è soltanto un mezzo”.

Oppure l’esistenza della sequenza poi tagliata, e scoperta dalla Cineteca nel 2011, che spiega l’origine della finta svastica (la doppia croce). È un flash-back sulla giovinezza del dittatore in un biergarten di Monaco: il futuro despota, sedendosi inavvertitamente su una botte di birra fresca di vernice, si ritrovava una doppia croce stampata sul sedere e decide di assumerla come simbolo del suo futuro partito. Della Beergarden Scene sopravvive un solo unico, rarissimo negativo.

carabinieriAdolf Hitler fermato e incarcerato a Firenze per guida in stato di ebbrezza. Non è uno scherzo ma esattamente quanto accaduto nei giorni scorsi a Legnaia, rione del capoluogo toscano.

Ovviamente non si tratta del Fuhrer tedesco e leader nazista bensì di un più innocuo 46enne di origini peruviane ma da anni residente in Italia.

Comprensibile la sorpresa dei carabinieri fiorentini della locale stazione quando, alla vigilia di Natale, hanno scoperto che dovevano notificare un provvedimento di arresti domiciliari emesso dai giudici del tribunale di sorveglianza di Firenze nientemeno che ad Adolf Hitler.

parcheggiHanno inventato anche il portachiavi della macchina con incluso un mini registratore per poter registrare, appunto, il posto esatto dove si è parcheggiata la vettura. Alzi la mano chi non lo ha mai dimenticato. Nessuno, come volevasi dimostrare. Ma il vero incubo per gli automobilisti delle grandi città (e non solo) non è tanto il rintracciare la macchina, ma il trovare posto. Da domani a Firenze sarà più facile grazie ad una nuova applicazione.

Firenze Parcheggi rilascerà la sua app ufficiale ‘Firenze Parcheggi’, con cui sarà possibile monitorare, in tempo reale, la disponibilità di posti auto nei parcheggi gestiti dalla società. L’applicazione permette di visualizzare su mappa la posizione delle varie strutture, con descrizione del percorso per raggiungere facilmente quelle più vicine e la possibilità di conoscere la disponibilità dei posti auto. L’app è gratuita ed è disponibile per iOS, Android e Windows Phone.

Inizia con Jeff Koons la rassegna In Florence che vede arditamente confrontarsi i protagonisti dell’arte contemporanea con i luoghi e le opere del Rinascimento fiorentino.

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Inaugurata il 25 settembre, la mostra Jeff Koons In Florence ha esaltato e insieme sconvolto la città, suscitando apprezzamenti, di certo, ma anche grandi perplessità e critiche, perché in effetti l’operazione delicata non è.

Due le opere di Koons portate a Firenze: Pluto and Proserpina (2010-2013) e Gazing Ball (Barberini Faun) (2013). La prima è collocata in Piazza della Signoria, la seconda esposta nella Sala dei Gigli in Palazzo Vecchio. Così l’arte scintillante, kitsch, provocante, provocatoria e “superficiale” di Koons (nato nel 1955) si affianca all’“intoccabile” Rinascimento fiorentino, in un confronto estremo e ravvicinatissimo.

Pagina 3Eravamo abituati a vedere l’Ape Car con le bottiglie di birra e d’acqua ma dal primo d’ottobre per le strade di Milano girerà “Ape Milk”, il primo sistema europeo di raccolta a domicilio del latte materno, prezioso salvavita per i neonati prematuri.

Il mezzo a tre ruote, tutto bianco con un grande cuore che raffigura tanti neonati, è pronto dopo la presentazione al Padiglione Italia di Expo alla presenza di Eleonora Abbagnato, étoile dell’Opéra di Parigi e madrina del progetto.

L’idea è nata a Guido Moro, pediatra e neonatologo, presidente dell’Associazione italiana banche del latte umano donato (Aiblud onlus) che è pronto a lanciare l’iniziativa anche in altre città italiane ma anche all’estero, a Parigi e a Londra.  Dal primo di ottobre le mamme che vorranno donare il loro latte dovranno solo alzare la cornetta del telefono e chiamare il numero verde 800 97 86 75 che funzionerà 24 ore su 24, sette giorni su sette.

Il 15 agosto del 1975 usciva nelle sale la commedia agrodolce «Amici miei», scritta da Pietro Germi e realizzata dopo la sua morte dal collega Mario Monicelli. E a distanza di tanti anni continuano a far ridere le «zingarate» dei quattro folli amici fiorentini interpretati in modo memorabile da Ugo Tognazzi, Philippe Noiret, Gastone Moschin, Adolfo Celi e Duilio Del Prete.

amici miei

Al centro del film l’allegra e disperata amicizia tra un gruppo di cinquantenni molto diversi tra loro, uniti dal desiderio di fuggire dalla realtà attraverso l’ironia, lo sberleffo e il meticoloso rifiuto di prendersi sul serio. Se la vita è un fardello, la famiglia e soprattutto le donne sono una fonte di disturbo, i cinque diabolici amici ci scherzano su, spesso in modo infimo: ed eccoli mettere a soqquadro un ospedale, schiaffeggiare i viaggiatori dei treni al finestrino, fingersi trafficanti di droga per abbindolare un poveretto o convincere gli abitanti di un paese che le loro case saranno abbattute per far posto a un’autostrada.