Posts Tagged ‘Facebook’

Attenti al messaggio truffa su WhatsApp

Posted: 12th settembre 2017 by Giovanna in Tecnologia
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Da giorni su WhatsApp circola un messaggio truffa che invita gli utenti a cliccare per evitare che l’account gratuito scada. Il messaggio recita: “Caro cliente, uso gratuito per il tuo account scadrà entro 48 ore. Il tuo account verrà bloccato. È necessario rinnovare il tuo account o i vostri dati saranno persi (foto, video, messaggi)”.

A segnalarlo è la Polizia sulla pagina Facebook “Commissariato di PS Online-Italia” che invita chi lo riceve ad eliminarlo subito e a segnalare chi l’ha diffuso. Si tratta di un link fraudolento, che promettendo di rinnovare l’abbonamento Whatsapp in realtà attiva costosi abbonamenti a pagamento sullo smartphone della vittima.

La famiglia Coates ha sofferto molto l’anno scorso: il marito di Tawny è finito in prigione, hanno perso la loro casa e il loro cane Zoey, un boxer di 10 anni, si è ammalato.

Il cane aveva sviluppato un tumore e Tawny ha deciso di ricorrere all’eutanasia per non farlo più soffrire. Siccome, però, lei era troppo sconvolta per portare Zoey dal veterinario per l’ultimo viaggio, ha chiesto al padre Larry di farlo al posto suo. Quando l’uomo è arrivato, però, ha chiesto un consulto alla dottoressa Mary Smart: ciò che è successo in quell’incontro, però, è raccontato in modo completamente differente dai due.

I blog compiono venti anni

Posted: 26th luglio 2017 by Giovanna in Tecnologia
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Il 18 luglio 1997 un fiocco azzurro veniva appeso alla porta del digitale: nasceva il blog.

Questa data è stata scelta come nascita simbolica del blog ma, in realtà, si riferisce allo sviluppo, da parte dello statunitense Dave Winer, del software che permise la prima pubblicazione di questa sorta di diario online sul web.

Il primo blog è stato effettivamente pubblicato il 23 dicembre 1997 grazie a Jorn Barger, un commerciante americano appassionato di caccia che decise di aprire una pagina personale per condividere i risultati delle sue ricerche sul web riguardo al suo hobby. Negli Usa il blog ha riscosso un gran successo: da privilegio esclusivo di università e centri di ricerca, si è evoluto fino a diventare alla portata di tutti gli utenti.

Facebook ci rende infelici? Lo studio

Posted: 14th giugno 2017 by Giovanna in Scienze
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Una ricerca sostiene che più si usa Facebook e meno si è felici. La tesi è stata sviluppata in uno studio condotto dall’Università di Yale e della California e rilanciato dal Wall Street Journal. La ricerca è stata condotta in due anni su oltre 5mila persone e pubblicata sull’American Journal of Epidemiology.

Le interazioni faccia a faccia, spiegano i ricercatori, migliorano il benessere. Con l’ubiquità dei social media sono emerse importanti questioni sull’impatto delle relazioni. Sono state esaminate le associazioni che ci sono tra l’attività su Facebook e lo stato di salute fisica, mentale e la soddisfazione di vita. I risultati hanno dimostrato che in generale, l’utilizzo della piattaforma non è associato al benessere.

Se è vero, come sostiene lo stesso Donald Trump, che la sua conquista della Casa Bianca non sarebbe stata possibile senza Twitter, allora è il caso di chiedere scusa. È l’ammissione fatta dal cofondatore del social media Evan Williams in un’intervista al New York Times. “E’ stata un brutta cosa, perché senza Twitter molto probabilmente non sarebbe diventato presidente”, ha detto Williams: “Mi dispiace”. Trump ha 30 milioni di follower sul suo account personale e viene criticato per comunicare tramite Twitter scavalcando spesso i media tradizionali.

Parlando più in generale della sua “creatura”, Williams, che ora è al lavoro nello sviluppo di una nuova piattaforma per blogger chiamata Medium, ha ammesso che Twitter ha i sui aspetti negativi, compreso il fatto che attrae estremisti e persone che la utilizzano per insultare e offendere. “Pensavo che quando ad ognuno fosse stato possibile esprimersi liberamente e scambiare idee ed informazioni il mondo sarebbe diventato automaticamente un posto migliore. Mi sbagliavo!”

Ci sono messaggi che ti cambiano la giornata e altri che ti propongono una vacanza totalmente spesata con un gruppo di dieci sconosciuti. È quanto accaduto a Joe McGrath, ragazzo di Manchester, che un mattino si è visto notificare l’invito per un viaggio a Palma de Mallorca nella chat privata di Facebook. Il motivo? Il suo nome.

“Ciao Joe, prenderesti in considerazione l’idea di partire con un gruppo di sconosciuti se ti diciamo che hotel e volo sono già pagati? – scrive Dan, uno dei dieci del gruppo – “Il nostro amico Nathan compie 30 anni e abbiamo deciso di organizzargli un viaggio a sorpresa. Sfortunatamente però il nostro amico Joe McGrath non può più venire, ma noi abbiamo già prenotato tutto per questo abbiamo pensato di sostituirlo con un altro Joe McGrath”. Il gruppo ha setacciato ogni angolo di Facebook per trovare un omonimo, coetaneo, possibilmente residente del Regno Unito. E alla fine ci sono riusciti.

Un’intervista seria si è involontariamente trasformata in un episodio comico, grazie all’irruzione sulla scena di due bimbi. E il video è subito diventato virale sulla Rete.

Il professor Robert E Kelly, docente di Scienze politiche alla Pusan National University in Corea del Sud, stava commentando alla Bbc – in collegamento da casa – la deposizione della presidente sudcoreana Park Geun–hye, quando la sua intervista è stata interrotta dall’irrompere dei figli, una bimba e un neonato su un girello.

Preso alla sprovvista, Kelly ha tentato di mantenere il filo del discorso e contemporaneamente allontanare la figlia. Lo stesso conduttore della Bbc ha faticato a mantenere un contegno, facendo prima notare – ridacchiando – che era entrato uno dei figli e poi andando avanti con la domanda.

Lo ‘Year in Review’ di fine anno di Facebook è una cosa che vi sta dando qualche pensiero in questi giorni, magari per alcune immagini che pensavate fossero ormai dimenticate nel tempo? Tenete presente che, in alcune parti del mondo, c’è qualcos’altro che sta facendo arrabbiare gli utenti del social network.

Per un problema tecnico, infatti, vecchi post e fotografie pubblicate giorni, ma anche mesi o forse anni fa, sono riapparsi senza permesso su alcuni profili, secondo quanto riportato da ‘Mashable’. “Ne siamo consapevoli e stiamo indagando” ha detto un portavoce di Facebook a ‘PCMag’ India.

facebookScrivendo il codice di Facebook, il social network più popolare al mondo che lo ha reso ricco e famoso, probabilmente Mark Zuckerberg non ha mai pensato che un giorno gli sarebbe costato un’indagine per istigazione all’odio. E invece è successo. Il Ceo e il quadro dirigenziale del social con sede a Menlo Park sono indagati in Germania. Per i magistrati tedeschi Zuck e i suoi sono colpevoli di non aver rimosso contenuti criminali come minacce e negazioni del genocidio ebraico.

La notizia l’ha battuta il settimanale Der Spiegel, che ha anche fornito i dettagli dell’inchiesta. L’indagine è nelle mani della procura di Monaco di Baviera, e vede coinvolti – oltre a Zuckerberg – anche la direttrice operativa della rete sociale americana, Sheryl Sandberg, e il “capo-lobbysta” per l’Europa, Richard Allan.

La lotta al terrorismo passa sempre di più anche attraverso i nuovi media, social network compresi. Bloccare le comunicazioni vuol dire, spesso, interrompere e isolare i terroristi e, nel caso dei sedicenti esponenti dello Stato Islamico, vuol poter dire fermare il proselitismo e l’emulazione.

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È stato annunciato che tre giganti del web (Google, Facebook e Twitter) si sono unite per la lotta all’Isis, sviluppando una tecnologia che permette di eliminare appena pubblicati i video pro-jihad. L’eliminazione grazie ad un confronto tra le immagini nuove e quelle inserite in un database dove sono raccolte quelle già bandite dalle piattaforme. In caso di corrispondenza, le immagini o i video verrebbero eliminati all’istante. Tale sistema, secondo le indiscrezioni, sarebbe nato, originariamente, per proteggere i contenuti coperti dai diritti d’autore.

Non c’è neanche un ingrediente giusto nella versione francese della carbonara pubblicata sul canale You Tube di Demotivateur, sito francese di “infotainment” con una sezione dedicata al cibo. Nel video si vedono cipolle e dadini di pancetta bolliti in casseruola insieme alla pasta (le atipiche farfalle). Poi compare anche la panna (!) e l’uovo crudo.

C’è il parmigiano e mancano sia il guanciale sia il pecorino. La ‘versione francese’ ha scatenato sul web i commenti risentiti degli italiani. Sulla pagina Facebook “Sai cosa mangi?”, ad esempio, è stato pubblicato il video con queste parole di presentazione: “5 minuti di silenzio per la morte della carbonara in Francia.Vi prego, perdonateli perché non sanno cosa stanno facendo! E voi, come la preparate?”.

facebookNell’anno 2098 Facebook si trasformerà nel più grande cimitero ‘virtuale’ al mondo visto che il numero degli utenti deceduti supererà quello dei vivi. È la previsione fatta da Hachem Sadikki, esperto di statistica dell’università del Massachusetts, che ha elaborato la sua teoria sulla base di due dati: da una parte, la scelta del social network di continuare a rifiutarsi di eliminare in modo automatico gli account degli utenti che nel frattempo sono deceduti; dall’altra, il dato secondo cui la crescita degli iscritti a Facebook inizierà presto a rallentare.

Secondo ‘Digital Beyond’ – società che si occupa di ‘eredità digitale’ – sono 970mila gli utenti di Facebook che moriranno quest’anno. Nel 2010 sono stati quasi 386mila mentre nel 2012 erano 580mila. Al momento l’unico modo per cancellare l’account di una persona deceduta è necessario che qualcuno faccia il Log-in e scelga di eliminare il profilo. Ma (quasi) nessuno consegna i propri dati di accesso a familiari o amici.

sirenettaFacebook censura la Sirenetta, la celebre scultura di Copenhagen, perché ha troppe “allusioni sessuali”. L’immagine della celebre statua era stata pubblicata sul social network da Mette Gjerskov, politica danese, per accompagnare un suo post sul sito TV2.

Quella foto è stata rimossa con tali motivazioni: troppe parti del corpo nude e, appunto, allusioni sessuali. Esterrefatta la Gjerskov. La socialdemocratica ha commentato sul social network: “Non posso promuovere il mio blog perché TV2 ha scelto la Sirenetta per attirare l’attenzione.

Mi sembra comico che il nostro tesoro nazionale sia considerato alla stregua di pornografia”. D’altra parte, le regole di Facebook dicono che non si possono usare “immagini di persone in posizioni che mostrano o suggeriscono sesso, o corpi nudi, o scollature eccessive. Anche se si tratta di soggetti artistici o educativi”.

Un post sarcastico sul cane della famiglia reale thailandese potrebbe costargli fino a 37 anni di carcere. Thanakorn Siripaiboon, operaio in una fabbrica, è stato accusato di sedizione, lesa maestà e reati informatici da un tribunale militare per aver deriso sul web il meticcio salvato dalla strada da re Bhumibol Adulyadej. In Thailandia è reato offendere un membro della famiglia reale e l’animale è considerato parte del nucleo familiare del sovrano.

thailandia re

La polizia thailandese sta inoltre conducendo indagini contro altre 20 persone che erano amministratori del gruppo su Facebook nel quale è stato scritto il post e su tutti i membri della pagina che ha condiviso i contenuti definiti inappropriati.