Archive for the ‘Storia’ Category

Sentiamo spesso nomi famosi finire nel mirino degli stalker: da Michelle Hunziker a Gwyneth Paltrow, da Halle Berry a Uma Thurman. Perseguitare i Vip sembra un fenomeno recente, considerato che in Italia lo stalking è diventato reato solo nel 2009. Pochi sanno, invece, che la regina Vittoria nell’800 è stata la prima donna famosa importunata. Il suo molestatore, Edward Jones, è diventato così il primo stalker della storia tanto da avere una menzione nel Guinness world records 2018 (in Italia edito da Mondadori).

“The boy Jones” (è stato ribattezzato così dalla stampa dell’epoca) si è introdotto, per la prima volta, a Buckingham Palace all’età di 14 anni, travestito da spazzacamino, e ha rubato la biancheria intima della regina Vittoria. Jones è finito davanti ai giudici, ma è stato assolto. Nel 1840, qualche giorno dopo la nascita del primo figlio della regina, lo stalker si è introdotto nuovamente nel palazzo reale scavalcando i cancelli. E qualche mese più tardi è stato beccato nascosto sotto a un sofà nello spogliatoio di Vittoria. Fu condannato a tre mesi di riformatorio.

Dopo la punizione, Jones ha tentato più volte di introdursi di nuovo all’interno di Buckingham palace ed è stato visto diverse volte vagare attorno la dimora reale. Finché il ragazzo non è stato costretto a entrare nella marina militare. Una volta in mare, Jones ha cercato di tornare nella capitale britannica non appena ne ha avuto occasione, ma fu fermato prima che riuscisse nell’intento.

“Caro Dolfi, ho dimandate alcune camicie rosse alle signore Italiane incaricandole di inviarle a voi. Ditemi se non avete difficoltà di riceverle”. Firmato Giuseppe Garibaldi. In queste pochissime righe scritte dall’eroe dei due mondi il 3 luglio 1867, c’è il cuore – rosso, come le camicie – pulsante del Risorgimento italiano.

La lettera, rimasta nascosta per anni nell’autorimessa di una ditta di traslochi, è stata svelata al mondo dagli studiosi della Scuola Normale Superiore di Pisa. Ma non è la sola: nell’archivio storico della Domus Mazziniana sono custodite migliaia di testimonianze inedite anche di altri grandi protagonisti della storia e della cultura italiane: da Giuseppe Mazzini a Benito Mussolini, da Benedetto Croce a Filippo Turati.

Anna Frank potrebbe non essere stata denunciata alla polizia nazista ma catturata per caso. Un nuovo studio del museo della casa di Anna Frank di Amsterdam sostiene che nonostante decine di ricerche non c’è la certezza assoluta che la diarista ebrea e la sua famiglia siano stati denunciati agli occupanti tedeschi dell’Olanda durante la Seconda Guerra Mondiale, cosa che portò al loro arresto e deportazione.

Ronald Leopold, direttore esecutivo del museo, ha detto che un nuovo studio ”mostra come altri scenari dovrebbero essere considerati”. Una possibile teoria è che il 4 agosto 1944, il blitz che portò all’arresto della ragazza potrebbe essere stato parte di un’indagine su lavoro illegale o buoni falsificati per razioni di cibo nella casa sul canale dove Anna e altre persone ebree si nascosero per oltre due anni.

Le spoglie di Nefertari, la regina bellissima e colta, sposa prediletta del faraone Ramses II, sono custodite al Museo Egizio di Torino. Un nuovo studio, condotto da un gruppo di archeologi internazionali coordinati dall’Università britannica di York, fa luce su uno dei misteri dell’antichità e conclude che quelle custodite in una teca del museo torinese sarebbero proprio le gambe mummificate di Nefertari, una delle regine più celebri dell’Antico Egitto, nonché una delle più potenti.

Lo studio, pubblicato su Plos One, spiega come i ricercatori siano arrivati a questa conclusione: lunghezza delle ossa, tipo di malattie mostrate dalle analisi dei reperti, età corrispondente a quella che la favorita del faraone avrebbe avuto alla morte. Manca la certezza del test del Dna, perché – scrivono i ricercatori – «non abbiamo il corredo genetico di nessuno dei suoi parenti più stretti».

c.colomboÈ stata recuperata la missiva, rubata a Firenze e recuperata negli Stati Uniti, di Cristoforo Colombo che annunciava la scoperta dell’America. Oggi, alle 11.00, a Roma, presso la Biblioteca Angelica, il Comandante dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, Generale Mariano Mossa, alla presenza del Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Dario Franceschini, e dell’Ambasciatore degli USA in Italia, John R. Phillips, svelerà come si è arrivati al recupero, negli Stati Uniti, della lettera relativa all’annuncio della scoperta del Nuovo Mondo, stampata nel 1493, di eccezionale pregio storico-archivistico.

“Saranno resi noti i dettagli delle attività investigative – è scritto in una nota – che rappresentano un efficace modello di collaborazione tra i due Paesi, nella lotta al traffico illecito di beni culturali. Nell’occasione, sarà illustrata una breve sintesi dell’attività operativa del 2015”.

​Da qui salparono le tre caravelle, sono convinti gli archeologi dell’Università di Huelva. La spedizione più importante della storia, alla scoperta del Nuovo Mondo, partì proprio dal porto spagnolo di Palos de la Frontera: un’antica sede di scambi commerciali via mare che ora si può ricostruire nel suo perimetro grazie a una serie di scoperte, annunciate dall’equipe guidata dal professor Juan Campos. Da questo esatto punto, sostiene Campos, salpò Colombo.

porto di colombo

Gli scavi sono durati due mesi, con l’autorizzazione del Comune di Palos. I resti di una drogheria, di una taverna e di una serie di forni per la cottura degli alimenti sono gli indizi che lì si trovava il vecchio porto, da cui, il 12 ottobre del 1492, partì Cristoforo Colombo verso le Americhe.

Si apriva allora la fase più delicata e drammatica della nostra storia: a causa della superficialità, ingenuità e scarsa professionalità dimostrata dai nostri vertici militari e politici, l’esecuzione dell’armistizio, per come era stata “follemente” preparata, sembrava quasi l’immagine di un treno scagliato a 200 chilometri all’ora, senza freni, contro una montagna.

Un tragico dramma … preannunciato! Incomincia di qui, dalle ore 20,00 circa del 8 settembre 1943 il disastro dell’esercito italiano, la mancata difesa di Roma, la fuga a Pescara dei sovrani e dell’alto comando militare … la cronaca insomma delle più brutte e vergognose 16 ore nella storia d’Italia!

La nostra cronaca riparte dunque dalle 17.30 del 3 settembre quando si sono appena spenti i flash dei numerosi fotoreporter che avevano assistito alla storica firma dei generali Castellano e Smith … quando Eisenhower è appena uscito dalla tenda con un ramoscello di ulivo in mano, in segno di pace!

 3 SETTEMBRE: venerdì

Ore 20.00 cena: gli emissari italiani scoprono un clima diverso, molto meno amichevole.

Ore 23.00 iniziano le discussioni tecniche sull’esecuzione dell’armistizio che si protraggono per tutta la notte. Castellano “scopre” il testo dell’armistizio “lungo”. Si affrontano i temi: (a) della realizzazione del piano Giant 2 – l’aviosbarco su Roma -; (b) della consegna della flotta italiana a Malta; (c) dell’atteggiamento delle truppe italiane dopo la comunicazione dell’armistizio.

Il carrubo oggi non c’è più. L’appezzamento di terreno coltivato ad ulivi – l’uliveto delle Vignazze – ha lasciato il posto ad un più redditizio agrumeto. Il resto è rimasto intatto … come allora.

Nella tenuta di San Michele, a meno di tre chilometri da Cassibile, in località Santa Teresa Longarini, il tramonto settembrino illumina di un rosso intenso questo terreno diventato, suo malgrado, famoso nel mondo e citato in tutti i libri di storia.

Ci troviamo proprio nel luogo dove, alla stessa identica ora, le 17,15 pomeridiane del 3 settembre 1943 il generale Giuseppe Castellano, da una parte, e il generale Walter Bedell Smith, dall’altra, firmarono, sotto la tenda della mensa ufficiali dell’accampamento americano, il tragico armistizio denominato, poi, “corto”.

Il muro, 50 anni dopo …

Posted: 13th agosto 2011 by eXpLoIt in Storia
Tags: ,

Il Muro che dal 13 agosto 1961 al 9 novembre 1989 ha diviso Berlino Est da Berlino Ovest, il blocco sovietico da quello occidentale, il comunismo dalla democrazia, l’austera dittatura dall’opulente società del consumo.

La costruzione del Muro di Berlino cominciò il 13 agosto 1961 subito dopo la mezzanotte. Il giorno dopo Berlino era invasa dal filo spinato, con blocchi stradali che rendevano difficile qualsiasi spostamento.

Migliaia di soldati incaricati di erigere «un muro di protezione». Dal 17 agosto iniziò la posa di blocchi di cemento. Da quel giorno, fino alla demolizione del 9 novembre 1989, moltissimi cercarono di oltrepassare il muro. Chi nascosto nei bagagliai, o addirittura in scomparti segreti ricavati sul pianale delle auto, scavando tunnel, saltando le recinzioni.