Archive for the ‘Scienze’ Category

Jeffrey Hall, Michael Rosbash e Michael Young sono i vincitori del Nobel per la Medicina 2017 con la loro scoperta dei meccanismi molecolari che regolano i ritmi circadiani del nostro organismo (e in generale di tutti gli organismi viventi).

Sono, in sostanza, gli scienziati che hanno identificato i microscopici ingranaggi del nostro “orologio biologico”. Gli aspetti tecnici delle loro ricerche sono per iniziati, ma il lavoro che oggi è stato premiato a Stoccolma ci riguarda tutti da vicino e ha una lunga storia che è stata scritta da scienziati del Settecento come Dortus de Mairan, dell’Ottocento come Darwin e del Novecento come Frish.

Gli scienziati hanno trovato un accesso al sottosuolo della Luna che immette in un’enorme caverna. Quella appena scoperta da un gruppo di ricercatori della Purdue University, utilizzando i dati inviati dalla sonda giapponese Selene, è una grotta grande abbastanza da contenere un’intera città. Ed è in una di queste cavità che i primi coloni spaziali potrebbero trovare rifugio.

Da diversi anni si cercano conferme dell’esistenza di queste ‘tanè naturali. La stessa Purdue University, alla fine del 2016, aveva pubblicato una analisi di quello che potrebbe nascondersi sotto la superficie: una rete caverne ampie chilometri.

Ora c’è la conferma che una di queste è stata misurata, si trova nel lato rivolto verso il nostro pianeta, nelle “Marius Hills”, all’interno dell’Oceanus Procellarum. Una zona ricca di “cupole” formate dalla lava miliardi di anni fa, quando il nostro satellite era ancora attivo.

In un pianeta sempre più rovente, vedere la neve in futuro sarà un fenomeno raro. L’ultima a ricoprire le regioni polari sarà rossa: «Come una scia di sangue, un livido o l’arrossire della Terra». La provocazione — scientificamente attendibile — è stata lanciata da un articolo del New Yorker firmato da Alan Burdick (autore tra gli altri di «Why Time Flies: A Mostly Scientific Investigation»), che riprende un recente studio pubblicato su Nature Geoscience.

Quello della neve rossa o rosa è un fenomeno naturale noto da secoli, che però il riscaldamento globale ha esasperato. «La strana colorazione è dovuta alla presenza di alghe unicellulari di diversa specie (finora ne sono state identificate di tre generi: Coenochloris, Chloromonas e Chlamydomonas) che vivono nella neve e che in primavera migrano in superficie, moltiplicandosi ed eseguendo la fotosintesi», spiega il team di ricercatori guidato da Roman J. Dial.

Un dispositivo artificiale per i disturbi del sonno

Posted: 27th Settembre 2017 by Giovanna in Scienze
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Un algoritmo per vigilare il ritmo del sonno a distanza attraverso le onde radio, riconoscendo se è abbastanza profondo da consolidare i ricordi. Si tratta di un metodo messo a punto da un gruppo di studiosi negli Stati Uniti che potrebbe essere utilizzato per studiare i disturbi del sonno. I ricercatori dell’Università del Massachusetts Institute of Technology hanno presentato il dispositivo in Australia, nella Conferenza Internazionale sull’apprendimento automatico.

E’ simile al router per il Wi-Fi: emette segnali radio a bassa potenza e interpreta i dati rilevati dalle onde radio sull’organismo. E’ stato sperimentato su 25 volontari e ha dimostrato di essere in grado di riconoscere le diverse fasi del sonno con un’accuratezza dell’80%.

Virus e molecole potrebbero presto non avere più segreti per gli scienziati, perché da metà settembre a scrutarne ogni movimento e trasformazione c’è la macchina fotografica più potente e precisa dell’universo: lo XFEL (laser a elettroni liberi) inaugurato ad Amburgo dal Ministro dell’Istruzione e Ricerca tedesco, Johanna Wanka.

Realizzato in otto anni grazie allo sforzo congiunto di 12 Paesi europei (il costo di 1,5 miliardi di euro è stato così suddiviso: Germania 58% del costo, Russia 27%, il resto diviso tra Danimarca, Regno Unito, Francia, Italia, Polonia, Slovacchia, Spagna, Svezia, Svizzera e Ungheria), lo XFEL è, tra gli acceleratori lineari di particelle, il più lungo del mondo con i suoi 3,4 chilometri di tunnel a una profondità di 40 metri sotto un’area che parte dalla periferia di Amburgo e finisce in aperta campagna.

Far sparire le bottigliette di plastica per l’acqua sostituendole con le caramelle “Ooho”. E’ questo l’obiettivo del progetto messo a punto da tre ingegneri. Il progetto, nel giro di qualche anno, consentirebbe di sostituire il classico contenitore per il liquido permettendo anche di diminuire l’inquinamento.

In pratica per bere l’acqua basterà ingerire la caramella Ooho. “Si tratta di una soluzione di imballaggio sostenibile e alternativa alle bottiglie di plastica. È interamente biodegradabile e talmente naturale che potete anche mangiarla”, spiegano i ricercatori. Si tratta di una doppia membrana gelatinosa (costituita da alginato di sodio e cloruro di calcio) che può contenere fino a 250 ml di acqua.

Gli amanti del brivido possono sperimentare nuove emozioni camminando sul ponte tibetano più lungo del mondo, appena inaugurato a Randa, in Svizzera, nel cantone Vallese. L’infrastruttura, leggera e sicura, lunga 494 metri, larga 65 centimetri, sospesa a 85 metri, è stata costruita nel tempo record di soli due mesi e mezzo. Il cammino collega Graechen a Zermàtt sul percorso del Giro d’Europa, andando a sostituire nella stessa tratta il ponte franato nel 2011.

L’opera si trova sulla via panoramica denominata “Europaweg” a un’altitudine che oscilla tra i 1600 e i 2200 metri, da cui si possono ammirare bellezze mozzafiato come il monte Cervino, il Dom e le Alpi bernesi. Per la sua realizzazione, durata due mesi e mezzo, sono stati utilizzati cavi di sostegno dal peso di otto tonnellate.

Paura nella Silicon Valley dove due robot hanno iniziato a dialogare in una lingua a noi non nota e incomprensibile. Sgomento e panico tra i ricercatori che, dopo lo stupore iniziale, hanno immediatamente staccato la corrente.

Si è risolto così uno degli esperimenti che Facebook sta compiendo sull’intelligenza artificiale, anche se la soluzione al caso è in realtà banale. Si è infatti trattato di un errore di programmazione, che ha permesso che le macchine modificassero la lingua inglese per rendere più semplice la comunicazione fra di loro.

Ricercatori del Progetto Micius, il cui nome deriva dal satellite cinese lanciato in orbita lo scorso anno, sono riusciti a teletrasportare quantisticamente un fotone dalla Terra al dispositivo orbitante, quando quest’ultimo si trovava a un’altezza di 500 chilometri rispetto alla stazione da cui è partito il segnale.

Benché possa apparire curioso, a rappresentare il dato eccezionale è proprio la distanza, dato che il fenomeno del cosiddetto entanglement quantistico è ben noto agli scienziati: da anni, infatti, si “teletrasportano” particelle nei laboratori di tutto il mondo. Sino ad oggi, tuttavia, nessuno era riuscito a raggiungere una simile distanza, sebbene nelle scorse settimane gli stessi ricercatori avevano raggiunto i 1200 chilometri sfruttando la divisione dei segnali.

Facebook ci rende infelici? Lo studio

Posted: 14th Giugno 2017 by Giovanna in Scienze
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Una ricerca sostiene che più si usa Facebook e meno si è felici. La tesi è stata sviluppata in uno studio condotto dall’Università di Yale e della California e rilanciato dal Wall Street Journal. La ricerca è stata condotta in due anni su oltre 5mila persone e pubblicata sull’American Journal of Epidemiology.

Le interazioni faccia a faccia, spiegano i ricercatori, migliorano il benessere. Con l’ubiquità dei social media sono emerse importanti questioni sull’impatto delle relazioni. Sono state esaminate le associazioni che ci sono tra l’attività su Facebook e lo stato di salute fisica, mentale e la soddisfazione di vita. I risultati hanno dimostrato che in generale, l’utilizzo della piattaforma non è associato al benessere.

Progettare e costruire microorganismo di cellula vivente. Il progetto, già in fase avanzata, vede coinvolto un giovane ricercatore modicano, Giovanni Stracquadanio (foto) che fa parte del team di lavoro diretto da Jeff Boeke della Facoltà di Medicina della Università di New York. Giovanni Stracquadanio, già alunno del Liceo Classico «Campailla», ricercatore alla facoltà di Ingegneria elettronica dell’università dell’Essex in Gran Bretagna, lavora ad una ricerca avanzatissima che ha già portato alla creazione di 16 cromosomi e che come ulteriore passaggio porterà alla creazione di altri cinque al fine di creare un lievito completamente sintetico. Il gruppo di scienziati, tra cui il ricercatore modicano, hanno usato il lievito come organismo modello perchè queste cellule hanno tante caratteristiche in comune con quelle umane ma sono più facili da studiare. I cromosomi sintetici, contenenti il Dna, sono stati interamente creati al computer allo stesso modo in cui si può disegnare una macchina.

Batteri fluorescenti e laser potrebbero diventare i migliori alleati degli sminatori impegnati nella difficile opera di bonifica dei territori dove ancora si nascondono milioni di micidiali ordigni. Come racconta il Guardian, un gruppo di ricercatori della Hebrew University, in Israele, ha testato con successo un sistema per identificare le mine inesplose usando batteri geneticamente modificati per emettere un segnale fluorescente in vicinanze delle mine, che possa essere captato da un laser. I risultati dello studio sono stati pubblicati su Nature Biotechnology.

Secondo i dati dell’International Campaign to Ban Landimines si stima ci sono 100 milioni di mine sparse in 70 Paesi nel mondo, triste eredità di conflitti passati, che hanno già provocato 500mila feriti, con 15-20mila persone in più che si vanno ad aggiungere al triste bilancio ogni anno. I metodi per identificarle e bonificare l’area – un lavoro lento e pericoloso – sono rimasti di fatto invariati negli ultimi 75 anni.

I giapponesi lo chiamano Shinrin-yoku, in inglese Forest-bathing: alla lettera significa bagno nella foresta ed è una pratica di benessere che sfrutta il potere terapeutico della natura per migliorare il nostro stato di salute e liberarci di stress e depressione.

In pratica, una immersione totale nell’ambiente del bosco, per una bella passeggiata e una sosta di relax sotto le fronde degli alberi, ha effetti benefici non solo per combattere la stanchezza e l’ansia, ma ha il potere di stimolare il nostro sistema immunitario.

Si dice che alle Kerguelen non passi giorno senza pioggia, ma neppure senza sole. In quanti possono vantarci di averci messo piede almeno una volta nella vita? Escludendo gli scienziati e i meteorologi che oggi ci lavorano, a dare un aiutino è il soprannome che è stato dato a questo arcipelago dell’Oceano Indiano: The Desolation Islands, le isole della desolazione.

Nonostante la sorprendente natura selvaggia, il mare cristallino e le formazioni rocciose degne da libro fantasy, nei secoli l’isola di Kerguelen non ha perso il nomignolo settecentesco. Forse proprio perché tutt’oggi può essere annoverata fra i pochi posti al mondo quasi impossibili da raggiungere.