Rio_giochi_2016.svgI record, le gare, le medaglie. I successi inattesi e le delusioni cocenti. Il sudore e lo sforzo. Le Olimpiadi, certo, sono tutto questo, ma come ogni manifestazione sportiva che si rispetti, hanno anche la loro colonna sonora. Alzi la mano chi, guardando magari la finale dei 100 metri a rallentatore, non abbia risentito nelle orecchie la musica di “Chariots of Fire”, scritta dal musicista greco Vangelis per il film Momenti di Gloria (che raccontava la storia degli universitari di Cambridge all’Olimpiade di Parigi del 1924).

In realtà tra i brani legati ai Giochi, è quella che non è mai stato inno olimpico. Però, dopo l’Oscar nel 1982, è comunque diventata emblema di ogni impresa sportiva e inno “ad honorem”. Tanto che nel 2012, a Londra, fu ripresa dal regista Danny Boyle.

Quest’anno per Rio 2016, come canzone ufficiale, è stata scelta “Alma e Coração”, brano interpretato dalla star del samba Thiaguinho con il rapper Projota ed è un inno al paese sudamericano che organizza l’importante evento sportive. Ma ogni edizioni dei Giochi ha avuto, con alterne fortune, una colonna sonora che l’ha caratterizzata. A scorrere i nomi degli artisti che hanno partecipato alle Olimpiadi della musica c’è da impallidire: Muse, Whitney Houston, Queen, Bjork, solo per ricordarne alcuni.

Andando a ritroso nel tempo, quattro anni fa, per Londra 2012 fu Matthew Bellamu, frontman dei Muse, a comporre il brano ufficiale Survival, che poi finirà nel sesto album della band The 2nd Law. A Pechino, nel 2008, “You and me”, alla cerimonia di inaugurazione, è cantata dalla star della musica pop cinese Liu Huan e da uno dei soprani più noti degli ultimi anni Sarah Brightman, non nuova al clima olimpico dato che già nel 1992 aveva duettato con il tenore José Carreras in un brano inserito nella compilation dedicata ai Giochi di Barcellona.

A tornare indietro di un altro quadriennio, c’è Atene con Bjork, che scrive e interpreta appositamente per la manifestazione Oceania, che poi sarà inserita nell’album Medulla. A ritmare Sidney 2000 fu The Flame di Tina Arena, forse tra le canzoni passate più in sordina, mentre nel 1996 ad Atlanta, Celine Dion si esibì nella cerimonia d’apertura con The power of the dream, mentre loria Estefan, chiuse i Giochi con Reach.

Altra canzone rimasta negli annali è Barcelona, canzone ufficiale dei Giochi della 25/a Olimpiade ospitati nella città catalana. In realtà, Freddy Mercury l’aveva scritta nel 1987 dedicandola a Montserrat Caballé. Cinque anni dopo i due la cantarono insieme per quello che divenne l’inno ufficiale di quella edizione. Nell’88, a Seul, altra perla, è One Moment in Time, cantata da Whitney Houston, a risuonare nello stadio coreano. La canzone era stata scritta per l’album “One Moment in Time: 1988 Summer Olympics Album”, pubblicato per celebrare i giochi olimpici.

(Fonte: ansa.it)

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