La storia del Duomo è legata da sempre “alla generosità di grandi famiglie e illustri mecenati”. È l’incipit di “Adotta una Guglia”, campagna con cui la Veneranda Fabbrica del Duomo invita i benefattori a “unire il proprio nome a una delle 135 guglie”. Una di queste, quella di San Vittore, è stata adottata e restaurata dai naziskin. Loro sono i “lupi” di Lealtà Azione, sigla dietro cui opera in Lombardia il circuito degli Hammerskin – “l’elite skinhead” – , il network internazionale neonazista nato a metà anni Ottanta negli Stati Uniti da una costola del Ku Klux Klan.

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Il leader di Lealtà Azione, Stefano Del Miglio, nel 2007 è stato condannato per un raid squadrista sui Navigli (4 agosto 2004): sei giovani di sinistra accoltellati. Potrebbe bastare a un “ente ecclesiastico” – dallo statuto della Veneranda Fabbrica del Duomo – per considerare i “lupi” non proprio dei “benefattori” di cui andar fieri. Ma tant’è: il 22 marzo con un attestato la Veneranda certifica la collaborazione e “ringrazia l’associazione culturale Lealtà Azione per la donazione a favore dei restauri della Guglia di San Vittore del Duomo di Milano, e per aver aderito alla campagna “Adotta una guglia””. Il premio porta la firma del presidente, Angelo Caloia. I duri di Lealtà Azione in effetti il loro nome lo scolpiscono. Subito. Non più sulla pelle degli avversari politici o sulla carta dei fascicoli giudiziari. Nella storia della Cattedrale di Milano. Sede dell’Arcidiocesi. E quarta chiesa più grande d’Europa. Lo scolpiscono nella ristrutturazione dei suoi ornamenti. Il simbolo dell’associazione – una spada con la scritta “Italia” – campeggia, bene in vista, sul sito di “Adotta una Guglia”. La pagina è quella della guglia restaurata, “San Vittore”, numero “g39”, posizione “guglie abside”. Accanto, le foto di altri donatori che hanno aperto il portafoglio per fare bello il Duomo. Normali cittadini che, a differenza dei lupi-hammerskin, sul profilo Fb non magnificano Corneliu Codreanu, il fondatore della Guardia di ferro rumena, alleata e collaborazionista del nazismo. O Léon Degrelle, criminale di guerra e comandante di una divisione delle Waffen-SS. Alcuni dei padri culturali di Lealtà Azione: è tutto sul loro sito.

guglie duomo milanoSu Degrelle nel 2010 i “lupi” hanno organizzato un convegno. La sede l’ha messa a disposizione l’Aler, ente comunale che gestisce le case popolari di cui è dirigente Marco Osnato, genero di Romano La Russa. Sempre l’Aler ha affittato a Lealtà Azione un negozio di viale Monza adibito a sede (oggi si sono spostati). L’intestatario del contratto? Norberto Scordo, leader degli Hammerskin italiani già condannato per avere aggredito nel 1992, a martellate, due giovani usciti dal centro sociale Leoncavallo. Un’altra condanna (sei mesi) gliel’hanno inflitta per un nuovo pestaggio.

Il simbolo degli Hammerskin sono due martelli (appunto) in marcia per abbattere i muri che proteggerebbero le minoranze etniche e religiose che minano la “Tradizione e la supremazia della Nazione bianca”. I militanti se li tatuano sul corpo dopo un percorso iniziatico fatto di aggressioni cruente. Ma l’élite degli skinhead – fautori della “supremazia della razza bianca” – non disdegna i coltelli. L’ultimo agguato, l’anno scorso in stazione Centrale: un ragazzo ferito con quattro fendenti al torace. Ora: come tutto questo possa sposarsi con la vocazione ecclesiastica e l’impegno monumental-conservativo della Veneranda Fabbrica del Duomo, è un mistero. Leggerezza nel “filtro” dei benefattori? Errore grossolano? “Milano, città medaglia d’oro alla Resistenza, dovrebbe controllare meglio a chi dare certi attestati” – dicono Saverio Ferrari e Gennaro Gatto dell’Osservatorio Democratico sulle nuove destre.

Lealtà Azione (dal sito) è “associazione di promozione culturale e sociale che vuole costituire una comunità etica, politica, spirituale e intellettuale”. Quattro sedi (Milano, Monza, Lodi, Magenta) e altrettante associazioni collegate (“Bran-co”, “I lupi danno la zampa”, “Lupi delle vette”, “Memento”). In realtà lo zoccolo duro dei restauratori della guglia di San Vittore fa riferimento alla Skinhouse di Bollate. Militia est vita hominis super terram, “la vita per l’uomo sulla terra è un combattimento”. È il motto dei “lupi”. Applicato sul campo. Ecco il dialogo registrato il 7 ottobre 2004 alla Skinhouse nel corso delle indagini che riguardavano Stefano Del Miglio; protagonista, lo stesso leader di Lealtà Azione: “Finisce il processo e tutti escono […] cominciamo con le coltellate di nuovo… li ammazziamo tutti i bastardi”. Combattimento e tradizione.

Oggi, come ogni 25 aprile, Lealtà Azione sarà presente con “Memento” al campo 10 della Rsi del Cimitero Maggiore per onorare i caduti della flottiglia X Mas. Chissà, magari, dopo le guglie del Duomo, restaureranno qualche lapide.

(Fonte: repubblica.it)

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